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MODI DI DIRE PARTE III
Che cosa significa “ho le gambe Giacomo Giacomo”? Ve lo siete mai chiesti? Ma chi è questo Giacomo e che cosa centra con le gambe? Questa espressione diffusa in gran parte dei dialetti italiani sono stati fatti decine di supposizioni e studi a conclusione che c’è una spiegazione chiara, logica e abbastanza banale! Precisamente ci sono tre filoni di pensiero, due motivazioni simili.
La prima riguarda il modo onomatopeico dovuto al rumore delle ossa che scricchiolano per la stanchezza, “ciac ciac”, poi divenuto “giac giac” nel gergo comune!! Tutta opera della mentalità popolare che da un suono poco chiaro spesso viene tramutato in un nome proprio di persona… Un pò come quando le vecchie zie raccontano le storie e sbagliano le parole del tipo: “Non bere vino che fa venire la cellulosa epatica”, oppure “non entrare nella galleria perchè c’è l’osso di carbone”, o addirittura il mangiare una mela al giorno porterebbe via il “medico di turno”…. Vabbè!!! La seconda spiegazione, anche la più probabile, si fa risalire ad orgini spagnole, a Santiago de Compostela italianizzato in San Giacomo di Compostela ovvero la meta di pellegrinaggi. Da qui l’associazione con la stanchezza. Inoltre la tradizione vuole che San Giacomo seguiva le anime al momento della morte e da qui l’espressione “Giacomo Giacomo” che potrebbe voler dire “morire, afflosciarsi”, riferito al tremore delle gambe… Ma c’è anche una terza ipotesi. Durante la Guerra dei Cent’anni, nel 1358 scoppiò in Francia un rivolta di contadini esasperati dal peso delle tasse e dai saccheggi continui ai quali erano sottoposti. La rivolta si estese rapidamente e durò appena due settimane: i contadini furono sconfitti e duramente puniti. Negli scontri contro le milizie degli aristocratici, i contadini indossavano la jacque (giubba in panno irrobustita da fili di ferro). Di qui il contadino francese fu chiamato con disprezzo jacques bonhomme e questa rivolta, come altre successive rivolte contadine, fu chiamata jacquerie. Quindi la parola che indicava inizialmente l’abito, passò ad indicare genericamente il contadino e assunse quindi il significato di “semplicione” e poi di “vigliacco”. L’espressione indicherebbe quindi le ginocchia del contadino che tremano per la paura!
Tag: carbone, galleria, gambe, Giacomo, medico, mela, onomatopieco, Santiago de Compostela, Spagna, zia
Fonte di riferimento: Focus n°196 Febbraio 2009
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Un commento
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kisskiss84 10 febbraio, 2009 alle 22:55
ahaha, non lo sapevo!! Ho sempre creduto che fosse un modo di dire strampalato di mia nonna!! ahha!


